Io sono leggenda

Dato che per halloween ho sconsigliato questo film, mi sembra doveroso spiegare il perché.

A molti manca il principe di Bel Air… quel Will Smith magrolino votato solo al farci ridere. Da tempo ormai quel ragazzo con i capelli dritti è stato sostituito da un serioso ammasso di muscoli continuamente in cerca di copioni che possano fargli vincere un oscar o mutare la sua fama in quella di attore drammatico.

In realtà, anche se il mio tono è polemico, i suoi risultati son sempre stati più che buoni e, nonostante la sua faccia, più azzeccata per commedie o film d’azione, le sue interpretazioni drammatiche son sempre state valide, basti guardare La ricerca della felicità o Alì.In questo caso però stiam parlando di FANTASCIENZA, genere in cui Will Smith ha sempre scelto sceneggiature campioni d’incasso, si veda Indipendence Day e Io Robot. Entrambi i film son stati risollevati principalmente dalla sua presenza, poiché qualitativamente, pur a tratti esaltanti, non hanno nulla di meritevole e originale al proprio interno.

Lo stesso vale per Io sono leggenda, film ispirato all’omonimo libro di Matheson, da cui in passato son stati prodotti altri due film, Occhi bianchi sul pianeta terra e L’ultimo uomo sulla terra, negli esalta(n)ti anni 50/60. Al contrario di quelle vecchie pellicole, in questa nuova versione la fantascienza è molto meno palpabile e, al suo posto, l’horror pervade lo schermo. La storia è geniale quanto stra-usata nel cinema: un virus (in realtà un cancro diffuso) si diffonde nel mondo e sulla Terra rimangono in vita solo pochissime persone, molte delle quali, a causa di una cura per il virus non funzionante, si trasformano in rabbiosi mostri fotosensibili. Per questo motivo Will Smith si ritrova solo soletto nella sua città, costretto a vivere una vita in compagnia solo di un cane e di qualche manichino.

Durante i suoi svariati tentativi di trovare una cura al virus il suo confronto con quei terribili mostri sarà inevitabile, e il film acquisterà, oltre ad un tono horror, molta azione. Alla fine, più che altro, parleremo di un film sui vampiri o su degli pseudo zombie.

Povero Carlton, nessuno l’ha mai capito…

La pellicola è realizzata dignitosamente e Smith se la cava bene nella sua solitaria parte, in cui i minuti parlati saranno meno di 20. Purtroppo gli effetti speciali non sono niente di particolare e i vampiri computerizzati risultano poco credibili. La mancanza di originalità della trama costringerà lo spettatore a fare un confronto con altri film del genere, come “28 giorni dopo”, “Resident Evil” o qualsiasi film di Romero in cui gli zombie si ritrovano a dominare numericamente sui vivi. Anche questo film, come i suddetti, lascerà uno spiraglio di speranza.

In generale mi è difficile definirlo un capolavoro o un film indispensabile, sopratutto se avete già visto un qualsiasi altro film in cui l’uomo è vicino all’estinzione per via di un virus. Anche le scene dove viene esaltata la solitudine del protagonista ricordano troppo facilmente Cast Away.

In conclusione, non riesco a trovare nemmeno una scena epica o un dialogo per cui possa valer la pena ricordar questo Io sono leggenda, per cui, non vedo come potrei mai consigliarlo.

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