Pubblicità che hanno fatto storia (ma anche no)

Facendo una breve ricerca su Google Immagini mi sono ritrovato davanti ad antiche pubblicità su rivista a dir poco spettacolari. Testimonial d’eccezione e descrizioni dei prodotti esilaranti nel loro entusiasmo fanno da cornice a questa ennesima inedita rubrica. Tante belle immagini dal gusto particolare che saltano dal più terribile pacchianesimo (o pacchianismo, o pacchianità) all’arte mancata.

Impossibile resistere a tante belle parole. Magari con la pubblicità non si potrà mai diventare il capo di uno stato (…), ma sicuramente ci si può sbizzarrire anche senza avere un’idea di cosa possa volere realmente il popolo! Ma basta ciance. Passiamo la linea a Mario Bianchi.

Al primo posto senz’altro l’attore che da sempre si prostituisce meglio. Un computer a colori a 299,95 dollari è senz’altro un affare se me lo dice un uomo venuto dal futuro.

Ma basta un viso noto per convincerci?

Andy Warhol, un capolavoro di arte morderna (nella visione del Sgt. Hartman)
Se lo dice John Waine come possiamo esimerci dal fumare!?

Torniamo ai computer che ci piacciono dippiù!

Cavolo, devono essere programmi divertentissimi!
Gli anni dei pari diritti…
Ogni paese ha ciò che si merita
Dal testo: “A sta per Apple – È la prima cosa che devi sapere sui personal computer”. Maledetti!
E intanto fatturava… 
Con quel sorriso potrebbe convincermi di tutto, anche che quel computer sia il migliore!
In effetti lo sto ancora aspettando!
Per finire, la pubblicità più bella

Altre su http://www.techmynd.com/classic-retro-computer-advertisements

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