Le cronache di Coccinella — Capitolo sei

Previously on Ladybug Chronicles: Coccinella è un ragazzo come tutti noi, che ancora bambino scopre, osservando il cugino Giovanni detto Camicia Unta, il mondo dei Personal Computer. Dopo aver passato anni perdendo la vista sul suo Commodore 64, fece la triste esperienza del gioco multiplayer a casa del compagno di classe Marino detto Calippo, giurando così di non voler mai più giocare con altre persone. Verso la fine della terza media però incontrò Marta Mammella e scoprì finalmente il mondo delle console.Gli anni delle superiori si rivelarono i più duri. Forse per la sua vecchia fama di computerista, Coccinella non riuscì più a vivere momenti come quello dell’estate con Marta e, escludendo un paio di irrilevanti tornei a pagamento, per ben 5 anni non riuscì a mostrare a nessuno quanto fosse diventato abile con il Gamepad.

Gli avversari ai tornei

La vera svolta però arrivò al primo anno di università. Nel suo appartamentino alla periferia di Recensopoli finalmente coccinella poteva sentirsi libero di giocare anche 24 ore su 24 e il suo nuovo acquisto, la PlayStation, si era rivelata la mossa vincente per convincere ragazze come Marta a venire a casa sua.

Paradossalmente, però, il primo vero incontro che ebbe fu piuttosto strano e atipico. La ragazza che si portò in casa si chiamava Andrea, come quella brutta-ma-intelligente di Beverly Hills. L’idea che dava era proprio quella di ragazza che passava gran parte del proprio tempo su libri e console, non disdegnando di farlo mangiando decine di barrette Pesoforma nell’intento di perdere chili di troppo che in realtà non aveva.

Una lunga e complessa fase di casting!

Ma a Coccinella non importava, perché davanti a sé c’era tutto ciò di cui aveva bisogno: qualcuno con cui condividere la stessa passione e con cui testare le proprie capacità, all’insegna del divertimento più puro. Così cominciarono con un gioco a turni, e Coccinella si dimostrò esperto professionista nel premere i tasti giusti e nel muovere in tutte le direzioni la croce direzionale.

Parte offerta infine con difficoltà a Hilary Duff che ci ha pure scritto sopra una canzone!

Andrea sembrò gradire il suo stile di gioco. Arrivato il suo turno, però, la ragazza tirò fuori dalla sua borsetta un nuovo Gamepad. Questo, a differenza di quelli comuni, aveva un piccolo stick analogico, simile in tutto e per tutto ad un mini Joystick. Quella ragazza si dimostrò differente rispetto alle aspettative. Era a tutti gli effetti una donna col Joystick, qualcosa che Coccinella non riusciva nemmeno a concepire.

In seguito Sony fu costretta per legge ad informare delle stranezze del suo pubblico femminile…

La partita fu giocata fino alla fine e Andrea ne uscì vincitrice. L’esperienza però fu di grande lezione per Coccinella che giurò a se stesso di non voler più rischiare altre sorprese del genere.

Nel prossimo episodio: chi avrebbe detto a Coccinella che di lì a breve quell’ibrido Gamepad-Joystick sarebbe diventato l’unica possibilità per giocare su console?

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