L’ultimo terrestre

lultimo-terrestre-gabriele-spinelli-foto-film-3_midHo appena finito di parlare poco bene del cinema italiano che mi trovo a dover difendere la categoria a causa di questa atipica pellicola.

Atipica per il cinema italiano.

Certamente non mancano film strani e fuori dal coro nel nostro paese – mi vengono in mente piacevoli anomalie come Piano 17, o il più recente 6 giorni sulla terra -, ma effettivamente questo L’ultimo terrestre riesce a non sembrare nemmeno per un secondo un film italiano.

Se mi avessero parlato di produzione spagnola, norvegese, canadese ecc… non ne avrei dubitato nemmeno per un secondo. Escludendo il bravissimo Roberto Herlitzka, tutto il cast è sconosciuto, ma non per questo la qualità del film ne soffre. Anzi.

L’ultimo terrestre, più che di una bella trama, gode di una stupenda atmosfera. Le avventure del sociopatico (ma gentile) personaggio principale fanno da contorno alla vera protagonista: l’aura preapocalittica che permea tutto il film.

Se da un lato quello che ci viene mostrato direttamente sono gli incontri e le disavventura del povero Luca Bertacci, ogni scena nasconde in qualche dialogo o in qualche immagine la paura o lo stupore per l’arrivo degli alieni sulla terra, con tutti i dubbi e le domande senza risposta del caso.

Il film, anche se un po’ lento, merita di essere visto e di essere promosso come buon esempio di cinema nostrano da esportare.

IN UN AGGETTIVO: Alieno

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