Bed Time

Questione interessante quella dell’andare al cinema da soli. Un po’ ci si vergogna, ma l’amore per il grande schermo talvolta è più forte. Con questi pensieri in testa mi sono avviato verso il caro buon vecchio multiplex vicino casa, alla proiezione delle 20:40, per evitare ressa e posti sfigati, e con l’intenzione di guardare un film che nessun amico voleva vedere. E se avessero fatto bene loro a non venire?Si dice che gli horror estivi siano sempre i peggiori, quelli di bassa lega, quelli che neanche in VHS durante la bufera… ebbene, dal trailer di Bed Time era difficile capire di cosa si trattasse. Mi immaginavo il solito horror spagnolo fatto bene, da salti sulla poltrona, ma pur sempre un classico horror, con la sua buona dose di splatter e di assurdità tendenti al fantasy.

Ahimè, le aspettative sono andate completamente deluse, ma non necessariamente in negativo. Bed Time è un opera completamente psicologica, che non ci prova quasi mai a farti saltare dalla sedia, ma preferisce torturarti un po’ alla volta, lasciandoti immedesimare nel protagonista, facendo in modo che quella persona possa essere tu il giorno in cui deciderai di smettere di lottare per accontentarti di sopravvivere.

… che poi a volte ti accontenti pure volentieri…

Colpisce proprio nella fragilità della psiche umana, nella paura di come ci si potrebbe ridurre. E lo fa prendendoti in giro, compatendo quella situazione, provando a illuderti che si possa sopravvivere anche con un certo stile di vita.

E poi… trac… ti infila una serie di spilli nel cervello, ti prende tutte le convinzioni positive e le trasforma in negative, portandoti a credere che non ci sia speranza per la specie umana.

Tutta la pellicola è infatti permeata di pessimismo, di solitudine, di malinconia, di sfortune… e tutti quei sentimenti portano all’inevitabile e agghiacciante crescita di cattiveria e mancanza di fiducia nei confronti del prossimo.

Ride bene chi ride con lei (forse)!

Non pensate nemmeno per un momento che Bed Time sia un horror o uno splatter, perché commettereste un crimine nei confronti di un film davvero incisivo, e che riesce a raggiungere pienamente il proprio obiettivo: terrorizzare lo spettatore nel suo intimo più profondo.

 

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