La banda dei Babbi Natale

Il Natale è finito e con lui tutti i panettoni. La vostra voglia di tornare al lavoro è inversamente proporzionale alle dimensioni della vostra pancia, tristemente gonfia di acqua Bertier e satura di Soldini del Mulino Bianco scaduti. Fortunatamente il blog che utilizzate per nascondere il film porno dell’altra scheda alla vostra ragazza vi viene incontro, offrendovi ancora qualche minuto di festa natalizia, recensendo il film più insapore delle feste appena passate.Son sicurissimo che tra di voi c’è qualche fan sfegatato di Aldo, Giovanni e Giacomo che troverà questa recensione inaccettabile, vantando la brillantezza e lo stile pulito della loro ultima commedia. A essere sinceri, è importante ammettere che La banda dei Babbi Natale non è il film banalmente inutile che ci si potrebbe aspettare dopo le ultime prove del trio di comici, ma è altrettanto importante evidenziare che siamo davanti a semplice intrattenimento, che non punta neanche più di tanto a strappare sorrisi.

Al contrario: il film non strappa alcuna risata divertita (per questo vi rimando al film di Zalone) e cerca più di somigliare a una di quelle commediole americane, quelle in stile Sandra Bullock o Lindsay Lohan che non fanno ridere nessuno ma che almeno riescono ad intrattenere piacevolmente per tutta la durata della pellicola.

“Commediole? Dillo al mio amico!”

Certo, è vero che qualche gag divertente c’è, ma nessuna di queste si può ritenere memorabile e, personalmente, nonostante abbia visto il film solo una settimana fa, non ho assolutamente memoria di scene epiche.

Allo stesso modo, va anche dato atto che i tre comici cercano di comportarsi da attori e nonostante qualche travestimento e qualche battuta, l’impronta da caratteristi o, appunto, da comici, non emerge. Il che ci riporta a posizionare questo film esattamente accanto a tutta la loro filmografia che pellicola dopo pellicola ha visto una buona maturità dei tre, malgrado qualche caduta di stile dovuta al tentativo di strafare (vedi l’imperdonabile La leggenda di Al, John e Jack).

La trama del film è difficile da individuare, come lo è il messaggio nascosto che solitamente non ci risparmiano: Aldo, Giovanni e Giacomo sono tre amici, ognuno con i propri problemi di coppia, in cui c’è chi ama la sua donna e la perde per la passione del gioco d’azzardo, chi ama due donne a loro insaputa e chi non riesce ad abbandonare il ricordo della moglie defunta. A giustificare il racconto delle vite dei personaggi ci pensa una Donatella Finocchiaro sempre eccellente ed appropriata in qualsiasi parte la si metta (ottima anche in Benvenuti al Sud).

Dire che il film è bello non è un azzardo, ma allo stesso modo è più che accettabile condividere pareri negativi poiché effettivamente La banda dei Babbi Natale non è un film in grado di risvegliare l’industria cinematografica italiana.

Sempre meglio però di un Boldi, di un De Sica o di un Pieraccioni qualsiasi degli ultimi 10 anni.

“Oh grullo, pensi veramente che faccio film per il bene del paese?”
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