The Whispered World

Le 5 regole della buona avventura grafica:

  1. Il gioco dev’essere ambizioso, con poca pubblicità, ma quella che ha è incentrata su quanto sia bella e figa la storia.
  2. Se il giocatore è costretto a “usare tutto con tutto”, il gioco è pessimo.
  3. I personaggi devono essere fighi, carismatici e ben stereotipati, oppure realistici ma non noiosi.
  4. Il sistema di puntamento funziona e NON richiede pazienza.
  5. NON si deve copiare sempre Monkey Island e citare gratuitamente Indiana Jones (i produttori tedeschi della Deck13 sembrano non avere capito bene quest’ultimo punto).

The Whispered World è un’avventura che si impegna, ma non ha le potenzialità.Le carte buone ci sono: grafica cartoonesca molto gradevole, scene di intermezzo fatte bene, personaggi secondari (pochissimi, sì e no 16) piacevoli, atmosfera fiabesca azzeccata e musiche molto evocative. Nel suo tentativo di apparire originale riesce a non cadere in banalità. Il sistema di azioni ricalca quello visto in Monkey Island 3, proprio come succede per lo stile, fallendo però nel cercare di imitare un personaggio principale sfigatello ma simpatico.

A parte queste cose però siamo davanti a un titolo per bambini portato ad una difficoltà elevatissima a causa di hotspot nascostissimi (ovviamente non usando soluzioni o il sistema di evidenziatura degli oggetti) e combinazione di oggetti tutt’altro che intuitive. Si rimane così bloccati per lunghi momenti girando a caso per le locazioni e interagendo con l’ambiente usando tutto con tutto. Escludendo i momenti morti, il gioco dura poche ore e nonostante ci si lasci avvolgere dalle ottime atmosfere, le poche locazioni lasciano un po’ l’amaro in bocca, come se fossimo stati privati della possibilità di veder nella sua completezza quel bel mondo.

Tuttavia, i veri motivi per rimanere delusi da questo gioco sono la trama e il personaggio principale, o meglio, il doppiaggio del personaggio principale. Sadwich, questo il suo nome, ha una voce fastidiosissima, irritante e insopportabile già dopo pochi minuti di gioco. Il personaggio non fa altro che lamentarsi, diventando sempre più patetico. Se gli sceneggiatori volevano far trionfare l’antieroe, hanno fallito. Hanno fallito per due ragioni:

1. Sadwich non è né eroe né antieroe, è solo un personaggio ridicolo che (quasi sempre) casualmente riesce a risolvere i problemi del pianeta.
2. La storia (il mondo sta per finire e le sue sorti sono nelle mani del giocatore) finisce in maniera ridicola. Avete presente quando l’ultima puntata di Lost ha buttato nel cesso 6 favolose stagioni? The Whispered World riesce a fare molto peggio, cagando su tutto il tempo sprecato per raggiungere l’epilogo.

Giocando quest’avventura si ha la costante sensazione di stare guardando una puntata di papà castoro: colorata e piena di buone intenzioni ma pur sempre un’incredibile perdita di tempo.

“Papà castoro, raccontaci la storia di un clown che non fa ridere!”

Dopo aver speso 19,90 euro, non me la sono sentita di lasciare incompiuto il gioco, ma devo ammettere che è stata dura.

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