Lo Hobbit – La desolazione di Smaug

NEpL6UapGwQHtr_1_3La desolazione di Smaug“, convince! Questo basterebbe a riassumere le emozioni provate ieri al cinema.

Proviamo però ad arrivarci per gradi.

“Lo Hobbit – Un viaggio inaspettato”, dava la palese sensazione di trovarsi davanti ad una operazione commerciale senza cuore. Ben fatta, esteticamente perfetta, dialoghi piacevoli, ma…

Ma mancava qualcosa. Così, di quella prima pellicola, vista e rivista 3-4 volte, tornano in mente solo delle parti piuttosto noiose, dei dialoghi meno credibili de “Il Signore degli anelli”, la terribile voce di Gandalf e, più in generale, una sensazione di mancata epicità.

Quest’ultimo punto è il più importante. “Un viaggio inaspettato” soffriva principalmente la scelta di descrivere, con fare epico, una storia che meglio si presta ad un cartone animato per bambini.

Regista e sceneggiatori si sono impegnati a rievocare la forza visiva e narrativa del “Signore degli anelli”, aggiungendo materiale che nel breve romanzo di Tolkien mancava, raggiungendo il proprio scopo solo in parte. Ciò che è uscito è stato un film molto lungo, pieno di materiale in esubero, apparentemente inutile.

Credibili tutti i personaggi nuovi!

Saranno all’altezza i nuovi personaggi?

In questo secondo capitolo, invece, il respiro è molto più ampio e in qualche modo sembra che le aggiunte fatte, rispetto alla storia originale, comincino ad acquisire senso e a dimostrarsi interessanti.

Sulla comoda sedia del cinema, più di una volta, ho avuto la sensazione di guardare qualcosa destinato a passare alla storia, proprio come era capitato con tutta la trilogia dell’anello. Cosa, che con il primo “Lo Hobbit” invece non era capitato!

Dialoghi sensibilmente più efficaci, ritmo più veloce e, sopratutto, ambientazioni ben distinguibili da quelle del “Signore degli anelli” (evocativa, in particolare, la città sul lago), rendono questo prodotto apprezzabile e scacciano quel retrogusto da operazione commerciale.

Ciliegina sulla torna, Smaug. Il volatile che da il titolo all’episodio, è qualcosa di esteticamente incomparabile. La computer grafica, con questo drago, definisce un nuovo standard, non solo per le textures e le animazioni assolutamente credibili, ma principalmente per l’espressività del mostro.

filmsmaug

È così credibile da sembrare finto!

La trilogia, in conclusione, sta acquistando una propria identità e un senso dell’epico comunque grandioso, nonostante non siano in pericolo tutte le Terre di mezzo.

Vorrei invece capire dove vuole andare a parare la storia parallela che rimanda a Sauron…

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