Belial – Citazionismo su Amiga

Capita delle volte di imbattersi in qualcosa che ci risveglia mille ricordi. Non parlo di quegli attimi in cui, rivedendo la pubblicità del vecchio Tartufone (leggasi tartufon), ti viene in mente quell’altra pubblicità con il bambino che grida “papà, papà, guarda: UN POLLO!”, ma di quei casi in cui dici “ma cazzo, ‘sta pubblicità è pari pari a quella barzelletta che mi hanno raccontato 10 anni fa!”. Riuscirà il mitico Belial a risvegliare in voi lo stesso dolce sentimento?Certamente stiamo parlando di un titolo molto poco pretenzioso, ma attenzione, perché potreste rimanere piacevolmente schifati dalla realizzazione di questa pateticamente geniale opera.

Belial è anche lo storico protagonista del capolavoro Basket Case

Belial è un gioco uscito per Amiga nel 1989, non ha assolutamente niente di originale, ed è così involontariamente trash che meriterebbe di essere ricordato come uno dei primi fan game tanto è scopiazzone. Avete presente le brutte copie indie di vecchi titoli proposte dall’eminente Dr. B? Ecco, qua siamo agli albori, e non stiamo parlando di un The Great Giana Sisters che aveva senso di esistere per dare un Super Mario Bros a “tutti gli altri”. Stiamo parlando di una vera e propria magnifica porcheria.

Entrando nel dettaglio, Belial è un classico platform difficilissimo alla Ghosts’n Goblins… come potete lontanamente intuire dall’immagine qui di seguito:

Déjà vu

Diciamo che in realtà è proprio identico a Ghosts’n Goblins nella versione C64, con le zucche saltellanti di Cauldron II, dei livelli sotterranei decisamente ispirati ai sotterranei di Super Mario Bros, e una insopportabile e completamente inappropriata colonna sonora che in realtà è un pezzo dei Kraftwerk riadattato. Tutti capolavori… se presi singolarmente.

Nel mescolare tutte queste cose ci siamo ritrovati davanti ad un titolo dal retrogusto fantasy dove l’eroe deve uccidere i demoni che infestano il paesino di turno, con una grafica degna del miglior C64 (ma su Amiga), con un protagonista uguale all’Arthur di Ghosts’n Goblins – ma malatamente pallido e sempre in mutande (forse le due cose sono strettamente collegate) – che se la deve vedere con zombie meglio vestiti e meno pallidi di lui, ma anche con le zucche di Cauldron II, con delle brutte copie del protagonista di Nebulus e con delle specie di gargoyle (i “Belial” del titolo) riconducibili a un po’ tutta l’iconografia videoludica del genere.

Se finalmente il videogioco fosse elevato ad arte, potremmo dire di avere davanti un vero e proprio capolavoro del citazionismo, con svariate influenze dai contemporanei maestri del genere. Fatemi sapere se ci trovate altri “omaggi” che mi sono sfuggiti!

BONUS TARTUFONE EDITION:
C’est bon!

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