Le cronache di Coccinella — Capitolo tre

Previously on Ladybug Chronicles: Coccinella è un ragazzo come tutti noi, che ancora bambino scopre, osservando il cugino Giovanni detto Camicia Unta, il mondo dei Personal Computer. Nell’intento di dominare quel nuovo mondo compra un Commodore 64 e ne capisce il funzionamento guardando le figure nel manuale e nelle riviste di settore.

Il tunnel di quella droga, che presto sarebbe diventato anche tunnel carpale, lo porta a doversi confrontare con realtà di cui avrebbe fatto volentieri a meno.La tragedia dell’infanzia si consumò all’età di 11 anni, nell’estate che avrebbe dovuto condurre Coccinella verso la prima media. Per scrupolo, la madre lo portò da un oculista, con l’intenzione di capire perché quegli occhi erano sempre rossi e stanchi, con delle incomprensibili borse. Il medico di fiducia era l’ipersopraccigliato Lodovico detto Il Padrino per via della sua curiosa collezione di mezzi busto di cavallo in avorio. Dopo aver analizzato il ragazzo in tutte le maniere possibili arrivò al triste verdetto: “Coccinella è miope, urgono occhiali da vista”.

Con Roberto Saviano nella parte dell’oculista

I pianti del ragazzo durarono interi giorni, e il rifiuto verso gli occhiali divenne più forte appena scoprì che anche il cugino Giovanni detto Camicia Unta era stato costretto con la forza a indossare due ignobili lenti tonde con montatura rossa.

La Signora Coriandoli nella parte della madre premurosa di Coccinella

La salvezza arrivò proprio dalla macchina che gli aveva causato quel problema, il Commodore 64. Tra i vari mondi immaginari presenti nei dischetti che regalavano certe riviste di settore, c’era anche un gioco ispirato ad un fumetto dove uomini e donne in attillatissime tutine sparavano agli avversarsi. In particolare un personaggio, forse il più potente, sputava raggi laser dagli occhi. In quel momento, Coccinella capì che quelle protesi bioniche chiamate occhiali avrebbero potuto trasformarsi nel suo miglior alleato per avere più carisma e sintomatico mistero.

Profondo e ispirato cammeo di Battiato nella parte di Ciclope (la Marvel non ha chiesto un soldo)

La realtà fu che nessuno si accorse degli occhiali con montatura azzurra che si fece comprare dalla madre, e la sua smania di stringere le palpebre convinto di poter fulminare qualcuno divenne presto un trascurabile ricordo.

Ciò che cambio, però, fu l’autostima di Coccinella, che si sarebbe presto trovato in una situazione imbarazzante: il suo amico Marino detto Calippo, per la sua morbosa passione per il famoso ghiacciolo, gli propose di incontrarsi dopo la scuola con il seguente invito: vieni da me e porta il tuo Joystick che proviamo un giochino in due!

Per il Calippo invece ci sono stati chiesti i diritti, quindi abbiam usato un clone

Nella prossima puntata: Coccinella alle prese con il dilemma etico del condividere l’intimità del suo videogiocare…

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