OUYA – L’elaborazione di un lutto


Dopo aver provato l’Oculus Rift insieme all’eminente Dr. B, la rinnovata fiducia verso le tecnologie mi ha portato all’acquisto della nuova console Android, anch’essa nata e cresciuta grazie ad una raccolta fondi su Kickstarter.

Che sia arrivato il momento del digital delivery a basso costo anche per le console casalinghe? È tempo per gli sviluppatori indie di dare il meglio di sé?Cominciamo subito con un plauso ad Amazon.com. Ho ordinato la console dall’America domenica sera, e mercoledì mattina era già tra le mie mani.

Non avendo finanziato il progetto dall’inizio, invece di arrivarmi la piccola scatola con un ringraziamento per averci creduto, mi è arrivato un bel bigliettino rosso che annunciava l’inizio della rivoluzione.

L’eminente Dr. B, da bravo psicologo, spesso analizza i miei acquisti e i miei comportamenti e, questa volta, ha riconosciuto tra le mie parole le cinque fasi del lutto. Come non approfittarne per impostare questo articolo?

Sembra che usare OUYA renda fieri della propria “nerditudine”

PRIMA FASE: La disperazione

L’approccio non è dei migliori. Una volta attaccata alla TV mi viene subito chiesto di collegarmi via wifi a internet. Rilevata la mia rete, parte il download di un aggiornamento obbligatorio. Dopo 40 minuti, arrivato al 99% del download, appare un bell’errore di rete. Riprovo.

Questa volta passano solo 10 minuti prima di vedere la barra di stato completata, ma nuovamente esce lo stesso errore di rete.

Attacco il cavo ethernet, e questa volta fila tutto liscio.

Dopo la scelta della lingua e tante belle parole entusiastiche mi vengono richiesti i dati di login. Metto quelli di Google (visto che è una console Android), ma non vanno bene, e mi vedo costretto a creare un account OUYA.

Arrivato nella dashboard appare subito chiaro che i giochi comprati su Google Play sugli altri dispositivi andranno ripagati, se vorrò testarli sulla TV.

Per fortuna non è un grosso problema, perché tutti i giochi sono scaricabili e giocabili gratuitamente. Ma nonostante il download sia sempre del gioco intero, senza pagare potremo giocare solo il primo livello o comunque una porzione di gioco dimostrativa (il cosiddetto free-to-try).

Finché il gioco non è installato, non è possibile acquistare l’upgrade alla versione intera, e tanto meno sapere quale sarà il costo per acquistarlo.

L’approccio con i giochi ottimizzati per OUYA non è il massimo. Grafica da PlayStation 2 (alla faccia del 1080p) e lag nella risposta del gamepad – fortunatamente fastidioso solo in Shadowgun e pochi altri titoli.
Insomma, la questione parte subito male.

La delusione sul mio volto abbronzato

SECONDA FASE: La rabbia

Ok, ‘sta OUYA è proprio una merda. Fa poco, e quel che fa lo fa male.

Proviamo lo stesso a dargli una speranza, installiamo gli emulatori, in fondo l’ho comprata anche un po’ per quelli.

Da subito trovo un bel software gratuito con dentro tanti emulatori pronti all’uso. SNES e NES perfettamente emulati, PC Engine anche. PSX e N64 funzionano altrettanto bene, ma con software a parte.

Purtroppo tra le pecche risalta subito all’occhio la limitata capacità di memorizzazione. Sì e no abbiamo 7 giga disponibili, e installando quei 5/6 giochi decenti, tutti sopra i 300 mega, ben presto la macchina comincia ad avvisarci che abbiamo troppi giochi e che prima di installarne altri faremmo meglio a dedicarci a quelli già scaricati.

Se da un lato è vero che c’è il supporto USB per aggiungere un HD secondario, dall’altra è impossibile installare giochi al di fuori dei suoi 7 giga. Purtroppo non tutti gli emulatori permettono di entrare nell’HD esterno a prendere ROM (vedi quello dell’Amiga).

A peggiorare la situazione, in nessun modo le ROM possono essere pescate via rete dal mio caro vecchio NAS.

La tentazione di tirare la console contro il muro è alta.

L’irritazione

TERZA FASE: Il compromesso

Ho speso solo 100 euro, cosa dovrei aspettarmi? Un cellulare con le stesse prestazioni mi costerebbe comunque di più…

Diamogli allora un’altra opportunità, installando XBMC per vedere i miei contenuti multimediali.

Ebbene, finalmente ci siamo!

OUYA si rivela un ottimo lettore multimediale. Vede il mio NAS, legge filmati 1080p, riproduce tutti i formati più disparati. Questa versione di XBMC, poi, è anche ben ottimizzata.

Ovviamente non è tutto rose e fiori. OUYA non supporta Dolby Digital e DTS. Sigh.

Lontano dalle aspettative, ma ci si accontenta

QUARTA FASE: La depressione

Ahimè, ‘sta console è pessima. Anche come oggetto da smanettamento attualmente non è un granché: installando file .apk non parte quasi nulla, e dare permessi di root o cambiare firmware non serve praticamente a niente.

A peggiorare la situazione, dopo aver installato qualche applicazione, la console comincia a diventare instabile, a bloccarsi durante i download, o peggio ancora a impedire del tutto di installare giochi nativi per OUYA.

La disperazione in volto

QUINTA FASE: L’accettazione

Fatta qualche considerazione, mi si aprono davanti due scenari: o la console avrà successo e i giochi decenti cominceranno ad arrivare, oppure diventerà un pezzo da collezione, e tra 10 anni la venderò al triplo del suo attuale valore.

In ogni caso vinco.

Tra l’altro, mentre scrivo, colossi come Google, Nvidia e Amazon hanno annunciato la propria intenzione di produrre console basate su Android, quindi qualche buona prospettiva (almeno per quanto riguarda il nascente settore delle microconsole in generale) sembra affacciarsi all’orizzonte.

Originalità e buona volontà vanno premiati
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