Le 5 leggende


Ebbene sì, durante la mia ultima visita al cinematografo di Recensopolis, tra un infinità di film su mummie italiane, la scelta era in bilico tra Ralph Spaccatutto, Lo Hobbit e Le 5 leggende. Lanciando una monetina a tre facce il destino mi ha indirizzato verso Le 5 leggende, il meno ambito, con l’indubbia certezza che nel giro di poche decine di ore avrei guardato anche gli altri due film.Entrare in sala scocciato dal destino beffardo, inesorabilmente può portare ad una infinita incazzatura oppure ad un’immensa sorpresa. Fortunatamente il cartone della Dreamworks rientra nella seconda categoria, sfoggiando un numero di pregi decisamente superiore ai difetti (che sinceramente non ho trovato).

Solo non si vedono i due liocorni!

Partendo dal presupposto che l’ultima volta che ho sentito addosso lo spirito del Natale, in TV c’erano un Silvio alla sua prima candidatura e un Capitan Findus con la barba (entrambi con la faccia molto più vecchia di quanto ce l’abbiano ora), non mi sarei mai aspettato che da una pellicola così banale sarei uscito con un sorriso soddisfatto.

La ricetta del successo mi è tutt’ora sconosciuta, ma esaminando le varie scene e i vari personaggi posso senz’altro affermare di avere apprezzato la scelta di puntare su protagonisti senza tempo, non necessariamente natalizi, e averli caratterizzati in maniera adulta e simpatica, ma che continuamente tende a strizzare l’occhiolino al bambino sopito dentro di noi (per intenderci, lo stesso bambino che inspiegabilmente riesce a perdere tempo con Galaxy Life su Facebook senza sentirsi terribilmente in colpa).

Ma chi me lo fa fare?

La storia non ha niente di originale… solita dicotomia tra bene e male, dove il male è male perché il bene è troppo bene… dove il cattivo è cattivo perché si sente escluso dalla combricola di buoni che effettivamente sono razzisti e stronzi perché non vogliono il cattivo solo perché è nero e brutto… e allora il cattivo va dal neutrale e gli dice, te sei come me perché gli altri sono stronzi… insomma, cose così!

Che palle! (si dice uova… non palle… uova!)

Il bello della pellicola risiede in gran parte nei dialoghi sempre piacevoli, nelle scene d’azione, nella simpatia involontaria di Babbo Natale, nella sensazione di gioia trasmessa dai bimbi che riscoprono la magia dei nostri 5 guardiani.

In conclusione non posso che consigliarvi di guardare questo cartone, con la certezza che vi farei passare un’oretta e mezzo in buon umore (anche se doveste scegliere la versione 3D).

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One Response to Le 5 leggende

  1. Judy says:

    It’s a real plsaeure to find someone who can think like that

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