Looper


Il 2012 ha prodotto diverse pellicole di sci-fi (più schi-fi che altro), e a parte qualche spunto con Eva e degli ottimi momenti con In time,  non si è mai comportato da genere pionieristico come ci si aspetterebbe. Così, tra remake e pseudo prequel, l’anno è terminato con pochi buoni ricordi. Tuttavia, dato che nel resto del mondo è uscito ben prima, a risollevare le sorti dell’umana stirpe c’ha pensato questo Looper, confermando ancora una volta che quando ci sono di mezzo i viaggi nel tempo e non c’è la parola “tempo” nel titolo, non si sbaglia mai!Ci sarebbe tantissimo da dire su questo ottimo film di un regista che, nonostante la regia di qualche puntata di Breaking Bad, non sembra aver fatto niente di riconoscibile. Per evitare gli inevitabili spoiler quello che farò sarà dirvi le cose che saltano subito all’occhio.

Innanzitutto il protagonista, Joseph Gordon-Levitt, è incredibilmente irriconoscibile. Non tanto perché sia truccato pesante, ma perché per tutto il film ostenta movimenti e faccine completamente diverse da quelle per le quali l’abbiamo conosciuto in passato, e fondamentalmente sprizza carisma da tutti i pori.

È lui o non è lui?

Fortunatamente Bruce Willis per una volta non vuole fare il protagonista e non si sforza di rubare la scena a tutti.

Anche il resto del cast viaggia su alti livelli, e pur mancando personaggi indimenticabili (quelli alla Blade Runner, per dire…) quello che veramente conta è che tutti sono al servizio della trama, la vera protagonista di questa storia.

Crisi arrivata anche per Emily Blunt, che ha smesso di vestire Prada!

Ovviamente si parla di viaggi nel tempo, e lo si fa rendendo verosimili quelli che la concezione classica definirebbe paradossi temporali. Tutto infatti si basa sulla variazione di linee temporali, e ci regala una delle scene più inquietanti, agghiaccianti e terribili che il cinema ci abbia mai mostrato (roba da rendere l’Enigmista un tenerone).

Tutte le due ore di film in effetti tengono lo spettatore incollato alla sedia, nel tentativo di prevedere quello che poi inevitabilmente non ci si può aspettare, lasciandoci addosso un senso di sgomento, di impotenza e di tensione che anche i migliori film horror difficilmente riescono a produrre.

Eppure quello che abbiamo davanti agli occhi è fondamentalmente un film di fantascienza, particolarmente originale e ben girato, un gran film che a tratti può sembrare la versione matura di The Butterfly Effect, ma che in realtà è un originalissimo e coinvolgente thriller futuristico.

Un film “paradossale”.

 

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