Back to the Future: The Game – Episodio 1 “It’s About Time”

Great Scott, finalmente è tornato Ritorno al futuro! Questa mattina è stato rilasciato il primo episodio, che poi in realtà sarebbe uscito ieri, ma a causa di un indefinibile crono-vortice durante il quale il prodotto ha viaggiato nel continuum spazio tempo, nelle mie mani è arrivato solo qualche ora fa. Giusto il tempo di installarlo, giocarci un paio d’ore e venire a sparare le mie impressioni qua. Non preoccupatevi, sarò breve: non vedo l’ora di tornare nel 1930!Ebbene, Telltale sembra non volere deludere nemmeno questa volta, e dopo le ottime saghe di Monkey island e Sam & Max, torna alla ribalta con una delle licenze più importanti e apprezzate di sempre, ma che al contrario di quelle che passano per mano di George Lucas, non è mai stata sfruttata più di tanto al di fuori della trilogia filmica. Certo, è uscita una serie animata che vorrei rivedere e qualche pessimo porting videoludico, ma mai prima d’ora era stata valutata la possibilità di creare un’opera talmente imponente da ambire a diventare effettivamente un quarto capitolo della trilogia (???).

Somiglianze imbarazzanti

In tutta sincerità, temevo che si trattasse solo di una copia degli altri film con un’ambientazione storica diversa. Ciò che si capisce già dopo 15 minuti di gioco è che siamo davanti ad una copia degli altri film con un’ambientazione storica diversa, ma la fortuna è che sembra non essere stato snaturato lo spessore della serie e con un geniale paradosso iniziale (sogno o realtà parallela?), la trama coinvolge immediatamente, non lasciandoci praticamente nemmeno un secondo per capire cosa sta succedendo, proprio come facevano i film.

Ora, dopo una breve ma intensa sessione di gioco, devo confessare di aver toccato il mouse per meno di 20 minuti, poiché per tutto il resto del tempo non ho fatto altro che godermi filmati e dialoghi molto piacevoli con personaggi (o nonni di personaggi) ben conosciuti.

A questo punto una sezione su skate è d’uopo

A livello di gameplay, ciò che mi ha particolarmente colpito finora è che non siamo davanti al solito vieni e vai da una locazione all’altra per risolvere piccoli enigmi, ma, data la semplicità delle, chiamiamole così, quest, quasi tutto si risolve in un unico viaggio. Magari mi trovo ancora in una specie di tutorial, ma per ora ho trovato il tutto molto veloce, affascinante e appassionante, proprio come la trilogia originale.

Dato il ritmo con cui ci voglio giocare e le imminenti feste, non escludo una recensione più approfondita entro breve.

Ora vi saluto perché il gioco sta andando sul pesante!

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